Un albero sospeso tra cielo e terra diventa disegno, trama e colore nella collezione Radici, firmata da Ludovica+Roberto Palomba per Lanerossi.
Ci sono immagini che attraversano il tempo senza perdere la propria forza. L’albero è una di queste. Cresce verso la luce, mentre sotto la superficie costruisce una trama invisibile di legami, memoria e appartenenza.
Da questa figura archetipica nasce Radici, il progetto disegnato da Ludovica+Roberto Palomba per Lanerossi. Una collezione in cui la natura non viene semplicemente riprodotta, ma osservata, scomposta e trasformata in un paesaggio tessile da portare dentro la casa.
Il segno degli alberi attraversa la superficie, cambia con il colore e si rivela in modo diverso sul fronte e sul retro. Il tessuto diventa così uno spazio narrativo, capace di raccontare contemporaneamente ciò che emerge e ciò che rimane nascosto.
Tra cielo e terra
L’albero vive in due direzioni opposte e complementari. La chioma si apre verso l’alto, mentre le radici si allontanano dallo sguardo e penetrano nella terra. Una parte cerca la luce; l’altra custodisce la stabilità necessaria alla crescita.
È proprio questa tensione a definire il progetto Radici. L’immagine dell’albero diventa simbolo di forza e continuità, ma anche di trasformazione: la capacità di evolvere senza interrompere il legame con la propria origine.
Nel disegno di Ludovica+Roberto Palomba, la natura appare riconoscibile e, nello stesso tempo, sospesa in una dimensione più astratta. Gli alberi ricordano le incisioni botaniche, ma il loro ritmo costruisce una composizione contemporanea, aperta a interpretazioni diverse.
Non è un paesaggio da osservare a distanza. È una superficie da avvicinare, toccare, piegare e abitare.
Una forma che attraversa la storia
Il tema delle radici incontra naturalmente la storia di Lanerossi, iniziata nel 1817 e cresciuta attraverso una relazione continua con la materia tessile.
In questo progetto, la memoria non assume un valore nostalgico. Non è un ritorno immobile verso ciò che è stato, ma una base dalla quale generare nuovi linguaggi. Come accade nell’albero, ciò che rimane sotto la superficie sostiene ciò che continua a trasformarsi.
La storia del brand entra così nel progetto attraverso una metafora silenziosa: una presenza profonda, non immediatamente visibile, che permette alla materia di assumere forme nuove.
Radici interpreta questa continuità attraverso il dialogo tra competenza tessile e cultura del progetto. Il patrimonio di Lanerossi incontra lo sguardo di Ludovica+Roberto Palomba, dando origine a un disegno che appartiene al presente senza perdere il rapporto con il tempo.
La voce del progetto
Nel racconto di Ludovica+Roberto Palomba, gli alberi sono presenze speculari: tanto grandi per accogliere il cielo quanto profonde per ancorarsi alla terra.
“Gli alberi crescono nel tempo e si evolvono, radicati nella loro intelligenza.”
La frase racchiude il nucleo del progetto. La crescita non avviene attraverso la cancellazione delle origini, ma grazie alla loro permanenza. Le radici diventano quindi intelligenza, struttura e capacità di orientarsi nel cambiamento.
L’approccio dei designer si riconosce nella ricerca di un equilibrio tra opposti: astrazione e figurazione, leggerezza e profondità, movimento e stabilità. Il disegno non racconta l’albero in modo didascalico, ma ne trattiene l’energia, trasformandola in un ritmo visivo.
Il risultato è una composizione che cambia a seconda della distanza dalla quale viene osservata. Da lontano appare come un paesaggio; da vicino lascia emergere l’intreccio, la variazione dei fili e la costruzione tessile dell’immagine.
Guarda il video e scopri il progetto Radici raccontato da Ludovica+Roberto Palomba.
Dal disegno all’intreccio
In Radici, l’immagine non viene semplicemente applicata alla superficie. Nasce direttamente dalla struttura del tessuto attraverso la lavorazione jacquard.
L’intreccio dei fili costruisce il disegno e permette al fronte e al retro di offrire due interpretazioni dello stesso motivo. Sul rovescio, colori, pieni e vuoti si scambiano di ruolo, creando un effetto al negativo.
Questa duplicità rende il plaid mutevole. Il paesaggio si trasforma a seconda di come viene disposto sul divano, lasciato cadere su una poltrona oppure ripiegato ai piedi del letto. Una parte può mostrare con maggiore evidenza le figure degli alberi; l’altra può lasciare prevalere il contrasto cromatico e il ritmo della trama.
Non esiste quindi un solo modo di guardare Radici. Ogni piega modifica la composizione e lascia apparire nuovi frammenti del disegno.
Le frange accompagnano i bordi con una presenza morbida e leggera. Non interrompono la superficie, ma sembrano prolungarne il movimento, come una parte del paesaggio che continua oltre il limite del tessuto.
La lana come superficie da abitare
Il plaid Radici è realizzato in lana vergine merino extrafine, scelta per la sua mano soffice, calda e avvolgente.
La fibra dà corpo al disegno senza irrigidirlo. La superficie conserva una qualità fluida, capace di seguire naturalmente il corpo e di adattarsi ai diversi gesti della vita domestica.
Sul divano, Radici accompagna i momenti di pausa. In camera da letto diventa una presenza grafica ai piedi del letto. Appoggiato su una poltrona, continua a dialogare con lo spazio anche quando non viene utilizzato.
È in questo equilibrio tra uso e contemplazione che il progetto trova la sua forma più compiuta. Il plaid non è soltanto un elemento decorativo, né soltanto un oggetto destinato al comfort. Le due dimensioni convivono: la materia accoglie il corpo, mentre il disegno modifica la percezione dell’ambiente.
I processi di finissaggio contribuiscono a valorizzare la morbidezza e la pienezza della lana. La certificazione Woolmark® Pure New Wool attesta l’impiego di pura lana vergine, mentre OEKO-TEX® STANDARD 100 indica che il prodotto certificato è stato sottoposto ai test sulle sostanze nocive previsti dallo standard.
Il colore modifica il paesaggio
Radici è proposto in cinque varianti cromatiche, dalle tonalità più neutre fino agli accenti più intensi.
Il colore non riveste semplicemente il disegno, ma ne modifica la lettura. Nelle combinazioni più chiare, gli alberi sembrano affiorare con discrezione, quasi fossero tracce lasciate sulla superficie. Nei contrasti più profondi, il motivo acquista una presenza grafica più decisa.
Ogni variante costruisce un paesaggio diverso. Cambia la relazione tra fondo e figura, tra ombra e luce, tra ciò che si mostra immediatamente e ciò che emerge soltanto osservando il tessuto più a lungo.
Le tonalità naturali entrano in relazione con legni, pietre e colori morbidi. Le varianti più intense possono invece diventare un punto di profondità all’interno dello spazio, portando movimento su un divano, una poltrona o un letto.
Anche in questo caso, il progetto nasce dall’equilibrio. Il colore non prevale sulla materia e il disegno non cancella l’intreccio: ogni elemento conserva la propria presenza, contribuendo alla costruzione dell’insieme.
Dal living alla camera da letto
Il linguaggio di Radici attraversa diversi ambienti della casa.
Nel plaid, il disegno si presenta come una superficie mobile e mutevole, da utilizzare nel living o in camera da letto. Nel completo copripiumino, lo stesso immaginario entra in una dimensione più ampia, trasformando il letto in un paesaggio tessile.
La collezione costruisce così una continuità tra gli spazi. Il motivo botanico non viene utilizzato come semplice decorazione, ma come elemento capace di definire un’atmosfera: intima, avvolgente e profondamente legata alla materia.
L’albero lascia il paesaggio esterno ed entra nella casa senza perdere la propria forza simbolica. Diventa segno, ritmo e presenza quotidiana.
Radici attraverso altri sguardi
Presentato nel 2023, il progetto Radici ha attirato l’attenzione della stampa dedicata al design, agli interni e alla cultura del progetto.
Archiproducts ha dedicato alla capsule un approfondimento sul dialogo tra natura, lavorazione jacquard e contrasti cromatici, soffermandosi sulla trasformazione dell’albero in un disegno astratto e figurativo.
Matrix4Design ha raccontato Radici attraverso la forza ancestrale degli alberi e la loro posizione in equilibrio tra cielo e terra, leggendo nel progetto un legame diretto con la storia e con l’identità tessile di Lanerossi.
Il plaid è stato inoltre selezionato da AD Italia all’interno di racconti editoriali dedicati agli oggetti per la casa e alla vita all’aperto, entrando in contesti nei quali design, colore e gesti quotidiani si incontrano.
Sguardi diversi che restituiscono la natura aperta del progetto: un prodotto tessile, ma anche un’immagine capace di evocare memoria, crescita e appartenenza.
Leggi l’approfondimento di Archiproducts
Leggi l’articolo di Matrix4Design
Scopri la selezione di AD Italia
Un paesaggio da abitare
Radici porta nella casa una natura osservata attraverso il progetto. Non cerca di riprodurla fedelmente, ma ne conserva la struttura, il ritmo e la capacità di attraversare il tempo.
Nel lavoro di Ludovica+Roberto Palomba, il plaid diventa una superficie narrativa. Un paesaggio domestico costruito attraverso lana, colore e intreccio, da vivere tanto con lo sguardo quanto attraverso il tatto.
La sua immagine cambia con la luce, con le pieghe e con il modo in cui entra in relazione con lo spazio. Il fronte e il retro raccontano due possibilità complementari, mentre la morbidezza della lana accompagna i gesti più intimi della casa.
Radici parla di memoria senza rimanere ferma nel passato. Come un albero, continua a trasformarsi a partire da ciò che la sostiene.
Scopri il progetto Radici di Ludovica+Roberto Palomba per Lanerossi.